Archive for the 'Varie' Category

Appunti di paesologia, parte 1

Dove si riporta un primo stralcio interessante dal libro Vento forte tra Lacedonia e Candela – esercizi di paesologia di Franco Arminio (ed. ControMano Laterza), nella speranza che i discorsi sulle piccole realtà paesane possano così venir dotati di una solida base di pensiero. La pazienza di copiare e incollare manualmente su un primo foglio Word, da cui chi scrive adesso copia e incolla automaticamente in pieno comfort digitale, è stata del compaesano Massimo Colella.

Va di moda assegnare le bandiere ai luoghi. C’è chi assegna la bandiera blu alle migliori località di mare e chi quella arancione ai paesi più belli. La scuola di paesologia potrebbe assegnare la bandiera bianca ai paesi più sperduti e affranti, i paesi della resa, quelli sulla soglia dell’estinzione. Ce ne sono tanti e sono i meno visitati. Non hanno il museo della civiltà contadina, non hanno il negozio che vende i prodotti tipici, non hanno la brochure che illustra le bellezze del posto, non hanno il medico tutti i giorni e la farmacia è aperta solo per qualche ora. Sono i paesi in cui si sente l’assenza di chi se n’è andato e quella di chi non è mai venuto. Non hanno neppure stranezze particolari: gli abitanti non sono tutti parenti tra di loro, non fanno processioni coi serpenti, non fanno la festa degli ammogliati, non hanno dato i natali a una famosa cantante o a un politico o a un calciatore. Non hanno neppure particolari arretratezze, hanno l’acqua calda in tutte le case, hanno le macchine e il televisore, tutti hanno di che mangiare e un tetto dove dormire.

In questi paesi della bandiera bianca ci sono i lampioni, ci sono i marciapiedi, c’è sicuramente almeno un bar e un piccolo negozio di alimentari, c’è un sindaco e una piazza, c’è qualche bambino, ci sono case nuove e case un po’ vecchie.

I paesi della bandiera bianca sono quelli che vengono visitati solo quando succede qualche disgrazia: il terremoto da questo punto di vista è la disgrazia ideale. Per il resto dell’anno, questi paesi che non hanno il mare e non hanno la montagna, che non hanno le fabbriche e le discoteche, che non hanno santi né delinquenti, stanno al loro posto, concavi o convessi, allungati, acciambellati, frammentati, appesi al paesaggio.

La bandiera bianca sta a significare che sono luoghi arresi senza additivi, senza mistificazioni, neppure quelle del silenzio e della pace. Nei paesi da bandiera bianca non è che si trova il pane più buono che altrove o l’artigiano che sa fare il cesto come si faceva una volta o il calzolaio che ti fa le scarpe. Si trova il mondo come è adesso, sfinito e senza senso, con l’unica differenza che questa condizione si mostra senza essere mascherata da altro.

La bandiera bianca non è la bandiera della desolazione contrapposta a quella del divertimento. Non è quella della bruttezza contrapposta a quella della bellezza. Non è quella dell’abbandono contrapposta a quella “dell’indaffaramento”. La bandiera bianca ci dice attraverso un luogo qualunque che l’ebbrezza di stare al mondo è svanita e che lavoriamo ogni giorno per portare in noi l’arca di Noè e ci ritroviamo con un pugno di mosche.

Buon Natale e buon 2009!

Auguri di buon Natale e di buon nuovo anno a tutti i frequentatori del blog e a tutti i Montefalconesi!

Pseudonimi e anonimato (comunicazione di servizio)

Credevo che il manifesto e la pagina delle domande più frequenti spiegassero con sufficiente chiarezza i semplici principi che guidano questo blog. Avendo ricevuto recentemente più di una richiesta di pubblicare articoli/commenti firmati con uno pseudonimo e nient’altro, ho dovuto ricredermi.

Tanto per essere chiari, non c’è Continue reading ‘Pseudonimi e anonimato (comunicazione di servizio)’

Ciclopica Radio Montefalconese – puntata # 2

logo_ciclopica-152x300Nossignore. Ciclopica Radio Montefalconese non è alla frutta – siamo ancora al Campari, per dirvela tutta. E poi non ci risultano promesse di cadenze temporali precise, e qualora ci fossero state le smentiamo all’istante. E ancora: lo scorso fine settimana era festa anche per noi, quindi se dovessimo arrivare alla frutta fateci il favore: giocate d’anticipo e mettete la caffettiera sul fornello.

Questa è la seconda puntata, ancora incentrata sull’esperienza musicale che ci è propria, nel passaggio dagli embrionali Stultitiae Laus a forme musicali più insolenti, sfasciate, contorte, ruvide e fruscianti come i nastri che abbiamo conservato e che vi proponiamo all’ascolto. E vogliate perdonarci la bassissima fedeltà, ma siamo sempre stati dalla parte dei dilettanti. E dell’obsolescenza. Vi serviranno orecchie titaniche, insomma. Noi siamo fiduciosi.

Troverete più informazioni ascoltandovi la traccia. Per il resto funziona sempre allo stesso modo: premere “play” ad oltranza. Buon ascolto e alla prossima.

CICLOPICA RADIO MONTEFALCONESE – PUNTATA # 2_Follie obsolete dalla iena al primo

L’obsolescenza programmata….

…credo fosse stata programmata per ieri sera a mezzanotte e venti circa, visto che, mentre io guardavo ancora Saviano da Matrix, qualche meccanismo è scattato nella mente programmatamente obsoleta di quell’imbecille del mio Continue reading ‘L’obsolescenza programmata….’

…lentamente muore…

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi Continue reading ‘…lentamente muore…’