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	<title>Montefalcone.net &#187; Scuola</title>
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	<description>Un blog per Montefalcone nel Sannio</description>
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		<title>Scuola ancora chiusa per neve</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Feb 2009 20:49:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonino Sabetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche il giorno 19 febbraio la scuola rimarrà chiusa per neve.
(fonte: sito ufficiale del&#8217;Istituto Comprensivo &#8220;mons. Cordisco&#8221;)
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche il giorno <strong>19 febbraio</strong> la scuola rimarrà <strong>chiusa</strong> per neve.</p>
<p><em>(fonte:<a href="http://xoomer.virgilio.it/sbder/ "> sito ufficiale del&#8217;Istituto Comprensivo &#8220;mons. Cordisco&#8221;</a>)</em></p>
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		<title>Scuola chiusa per neve</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Feb 2009 09:22:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonino Sabetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[Da un comunicato sul sito dell&#8217;Istituto, si apprende che

Causa neve, nelle            scuole dei comuni di Montefalcone nel Sannio, Montemitro e            San Felice del Molise il         [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da un comunicato sul<a href="http://xoomer.virgilio.it/sbder/news.htm"> sito dell&#8217;Istituto</a>, si apprende che</p>
<blockquote>
<p align="left">Causa neve, nelle            scuole dei comuni di Montefalcone nel Sannio, Montemitro e            San Felice del Molise il            giorno <strong>14 febbraio 2009</strong> le attività            didattiche sono sospese.</p>
</blockquote>
<p align="left"><strong>Aggiornamento: </strong>La <strong>consegna delle schede</strong> è rinviata al giorno <strong>26 febbraio</strong>. Si invita a consultare <a href="http://xoomer.virgilio.it/sbder/news.htm">il sito della Scuola</a> per ulteriori aggiornamenti.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>News Generation</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jan 2009 20:48:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alunni della Seconda Media</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[Siete appassionati ascoltatori radiofonici? Allora non perdete le puntate di Radio Uno News Generation che andranno in onda da lunedì 26 gennaio a giovedì 29 alle ore 14,45. Noi ragazzi della Scuola Media parteciperemo con riflessioni su temi di attualità. Sintonizzatevi numerosi!
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siete appassionati ascoltatori radiofonici? Allora non perdete le puntate di <strong>Radio Uno News Generation </strong>che andranno in onda <strong>da lunedì 26 gennaio a giovedì 29 alle ore 14,45</strong>. Noi ragazzi della Scuola Media parteciperemo con riflessioni su temi di attualità. Sintonizzatevi numerosi!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Consiglio Comunale dei Ragazzi: il parere dei protagonisti</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Dec 2008 15:38:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alunni della Seconda Media</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco cosa pensano i diretti interessati delle elezioni del Consiglio Comunale dei Ragazzi. Di seguito sono riportati i commenti degli alunni della seconda media.
Ester: &#8220;Sono stata candidata come consigliere per l&#8217;elezione del Consiglio Comunale dei ragazzi, è stato utile vivere questa esperienza che mi ha fatto conoscere le idee degli altri ragazzi, così potuto confrontarmi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco cosa pensano i diretti interessati delle elezioni del Consiglio Comunale dei Ragazzi. Di seguito sono riportati i commenti degli alunni della <strong>seconda media</strong>.</p>
<blockquote><p><em>Ester</em>: &#8220;Sono stata candidata come consigliere per l&#8217;elezione del Consiglio Comunale dei ragazzi, è stato utile vivere questa esperienza che mi ha fatto conoscere le idee degli altri ragazzi, così potuto confrontarmi con loro.&#8221;</p>
<p><em>Sara</em>: &#8221; Questa iniziativa è stata per noi molto utile perché ci ha dato un&#8217;idea di come si svolgono realmente le elezioni. Se da un  lato questa esperienza ci ha un po&#8217; divisi facendo sorgere invidie e gelosie dall&#8217;altro è stata  utile e positiva perché alla fine ci ha unito più di prima, ci ha fatto discutere insegnandoci a rispettarci a vicenda pur avendo opinioni e idee diverse&#8221;.</p>
<p><em>Gabriella</em>: &#8220;Questa iniziativa ha dato a tutti i ragazzi l&#8217;opportunità di dire la loro opinione.&#8221;</p>
<p><em>Laura</em>: &#8220;&#8230; questa iniziativa ci ha fatto sentire importanti e responsabili&#8221;.</p>
<p><em>Stefano</em>: &#8221; Il CCR è stata per me una esperienza utile, ci ha unito, ci ha permesso di prendere iniziative. Io mi sono trovato benissimo nel gruppo, abbiamo imparato a condividere le nostre idee. Per noi è la conclusione è stata piuttosto amara perché abbiamo perso per ben 20 voti, ma ci consoliamo pensando che l&#8217;anno prossimo potremo ripetere l&#8217;esperienza.&#8221;</p>
<p><em>Gianluigi</em>: &#8221; Secondo me il CCR è stata un&#8217;idea magnifica, perché grazie a questo progetto abbiamo potuto esprimere le nostre idee e i nostri desideri. L&#8217;esperienza mi ha aiutato a capire come si svolgono i fatti nel mondo reale e anche a diventare &#8220;adulto&#8221;. Mi ha insegnato a progettare e lavorare con i  compagni. C&#8217;è da dire che  a volte ci sono stati dei litigi fra amici di liste diverse perché ciascuno voleva conquistare voti per il suo gruppo, ma ora che tutto è finito  siamo amici come prima&#8221;.</p>
<p><em>Cristina</em>: &#8221; A noi ragazzi, in particolare a me, è piaciuta molto l&#8217;idea del CCR; ci ha insegnato tante cose: la più importante è stata quella di saper vincere o perdere, di accettare entrambi, soprattutto la sconfitta. Questo progetto ha dei risvolti sia positivi, sia negativi.<br />
Quelli positivi sono:<br />
- possibilità di esprimere e confrontare tra noi ragazzi idee ed opinioni;<br />
- occuparci del nostro paese per contribuire a cambiarlo ed a migliorarlo;<br />
- farci capire che noi giovani siamo il futuro, dobbiamo perciò farci avanti, essere i primi a dare il nostro contributo;<br />
- infine ci ha fatto capire che siamo una squadra e che l&#8217;unione fa la forza.<br />
Gli aspetti negativi sono pochi e sciocchi:<br />
- sono nate stupide gelosie e rivalità tra gruppi  che però sono durate poco;<br />
- Ci sono stati delusioni e dispiaceri per gli amici che hanno fatto parte di altre liste.<br />
La mia conclusione è che è stata un&#8217;esperienza unica e irripetibile. Grazie.&#8221;</p>
<p><em>Sandro</em>. &#8221; Questa esperienza ci ha legato in una forte amicizia&#8221;.</p>
<p><em>Irene</em>: &#8221; L&#8217;iniziativa del CCR è stata molto utile per tutti, bella ed educativa. E&#8217; vero ci sono stati anche litigi, ma quello che conta è che ci siamo confrontati e abbiamo affrontato  delle paure. Io sono molto timida, ma con l&#8217;aiuto dei miei compagni di classe sono riuscita a  parlare durante l&#8217;assemblea davanti a tutti gli alunni della scuola e ai professori. Abbiamo perso, ma siamo comunque contenti per i ragazzi di terza che hanno la  possibilità di fare proposte ai grandi; noi, anche se abbiamo perso, continueremo l&#8217;esperienza l&#8217;anno prossimo.&#8221;</p>
<p><em>Francesca</em>: &#8221; Il CCR per me è stata una iniziativa molto interessante, grazie a questo progetto lo studio dell&#8217;educazione civica è stato più simpatico. Noi ragazze siamo diventate più unite.&#8221;</p>
<p><em>Lorena</em>: &#8221; Per me l&#8217;iniziativa del CCR è stata molto utile perché abbiamo potuto esprimere le nostre idee, mentre gli adulti spesso ignorano le esigenze dei bambini e dei ragazzi Sono molto contenta di aver partecipato e spero che nel futuro altri ragazzi possano continuare a scambiarsi idee, opinioni ed a vivere questa esperienza.&#8221;</p>
<p><em>Marco</em>: &#8220;&#8230; è stato positivo il fatto che il regolamento prevedeva che ogni lista fosse composta da rappresentanti di tutte le classi. Secondo me questo progetto è stata una cosa ottima che il Comune ha fatto per i giovani perché  abbiamo imparato come si fa nella realtà&#8221;.</p>
<p><em>Giuditta</em>: &#8221; &#8230;si pensa che la politica riguardi solo gli adulti e che sia lontana dai nostri pensieri, invece noi giovani abbiamo solo bisogno di stimoli per far sentire la nostra voce; questo è stato possibile  con l&#8217;iniziativa del CCR. Non sono mancate gelosie tra noi, ma per fortuna sono durate pochi giorni, siamo tornati amici pronti a collaborare per continuare questa bella esperienza perché siamo noi giovani l&#8217;energia del mondo.&#8221;</p>
<p><em>Grazia</em>: &#8221; A votazioni concluse, dopo un lungo mese in cui ci è stato dato il tempo di esprimere le nostre idee e concretizzarle in un programma, posso affermare che  l&#8217;iniziativa è stata costruttiva sotto ogni punto di vista. &#8230;Il nostro compito non è quello di diventare divi della politica, ma quello di esaltare la normalità consapevoli di avere in mano il nostro futuro. Il rischio che tutto degenerasse in invidie e gelosie era alto; ma abbiamo avuto dei mediatori che ci hanno permesso di sfruttare al meglio l&#8217;iniziativa. E&#8217; stata una fantastica esperienza che ci ha permesso di iniziare a sperimentare il &#8220;fare politica&#8221;.</p></blockquote>
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		<title>Consiglio Comunale dei Ragazzi: i Programmi</title>
		<link>http://www.montefalcone.net/2008/12/consiglio-comunale-dei-ragazzi-i-programmi/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Dec 2008 15:11:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonino Sabetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[Comune]]></category>
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		<description><![CDATA[Pubblico con piacere, anche se con un pò di ritardo, i programmi delle tre liste che sono state presentate per le elezioni del Consiglio Comunale dei Ragazzi. Nonostante il ritardo, credo che sia utile pubblicare i programmi anche adesso, ad elezioni concluse, per diverse ragioni:

E&#8217; importante dare occasione a tutti di rendersi conto di persona [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblico con piacere, anche se con un pò di ritardo, i programmi delle tre liste che sono state presentate per le elezioni del Consiglio Comunale dei Ragazzi. Nonostante il ritardo, credo che sia utile pubblicare i programmi anche adesso, ad elezioni concluse, per diverse ragioni:</p>
<ol>
<li>E&#8217; importante dare occasione a tutti di rendersi conto di persona di quello che i ragazzi sono stati in grado di produrre;</li>
<li>E&#8217; giusto dare ampia visibilità a questa iniziativa, che ha coinvolto l&#8217;amministrazione comunale e la scuola in un progetto che è un vero e proprio laboratorio di educazione civica;</li>
<li>E&#8217; bene far sapere ai ragazzi che si sono impegnati nella redazione dei programmi che la politica vera, quella che noi ci aspettiamo che loro facciano, inizia il giorno dopo le elezioni. Per chi ha preso più voti questo significa l&#8217;inizio di un confronto continuo con il suo programma, che deve essere convertito da parole in fatti; chi non ha vinto deve ricordare che il motivo per cui si era candidato non era &#8220;avere il suo momento di gloria&#8221;, ma perseguire il bene comune (il che si può fare pur non essendo il vincitore delle elezioni).</li>
</ol>
<p>Ecco i programmi:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.montefalcone.net/wp/wp-content/uploads/2008/12/programma_lista_1.pdf">Lista 1 &#8220;Un Futuro Migliore per Montefalcone&#8221; &#8211; candidato sindaco: Marta Petti</a></li>
<li><a href="http://www.montefalcone.net/wp/wp-content/uploads/2008/12/programma_lista_2.pdf">Lista 2 &#8220;I Ragazzi di Oggi&#8221; &#8211; candidato sindaco: Maria Lattanzio</a></li>
<li><a href="http://www.montefalcone.net/wp/wp-content/uploads/2008/12/programma_lista_3.pdf">Lista 3 &#8220;Dipingi il Tuo Futuro&#8221; &#8211; candidato sindaco: Grazia Menna</a></li>
</ul>
<p>Leggendo i nomi dei candidati sindaco, salta subito all&#8217;occhio una cosa che, a quanto pare, i nostri ragazzi possono insegnare ai nostri politici adulti&#8230;. La vedete anche voi?</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Studiare è un pessimo investimento (in Italia)</title>
		<link>http://www.montefalcone.net/2008/10/studiare-e-un-pessimo-investimento-in-italia/</link>
		<comments>http://www.montefalcone.net/2008/10/studiare-e-un-pessimo-investimento-in-italia/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 31 Oct 2008 08:43:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonino Sabetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[Non lo dico io, lo dice un articolo di Paolo Naticchioni, Andrea Ricci   e Emiliano Rustichelli apparso su lavoce.info. L&#8217;articolo in sostanza spiega che

Tra il 1993 e il 2004 i rendimenti dei titoli di studio di livello universitario e di scuola media superiore sono diminuiti in Italia in modo consistente e statisticamente significativo.
[....]
Gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non lo dico io, lo dice un articolo di <span class="titolo_autori"><span class="autore"><span class="azzurro">Paolo Naticchioni</span></span><span class="autore">, <span class="azzurro">Andrea Ricci </span></span> <span class="autore"> e <span class="azzurro">Emiliano Rustichelli apparso su lavoce.info. L&#8217;articolo in sostanza spiega che<br />
</span></span></span></p>
<blockquote><p>Tra il 1993 e il 2004 i rendimenti dei titoli di studio di livello universitario e di scuola media superiore sono diminuiti in Italia in modo<span id="more-383"></span> consistente e statisticamente significativo.</p>
<p>[....]</p>
<p>Gli andamenti decrescenti dei rendimenti dell’istruzione in Italia sorprendono soprattutto quando vengono comparati con le dinamiche di altri paesi sviluppati. Nei <strong>paesi anglosassoni</strong>, Stati Uniti e Regno Unito, i rendimenti dell’istruzione sono fortemente aumentati negli ultimi decenni, generando una rilevante crescita dei redditi da lavoro delle persone qualificate rispetto alle non qualificate, con un relativo marcato incremento della disuguaglianza.</p></blockquote>
<p>E&#8217; una lettura breve, che richiede pochi minuti e che consiglio a tutti, specialmente agli studenti universitari e agli studenti diplomandi che devono decidere cosa fare del loro futuro.</p>
<p><strong>L&#8217;articolo completo è qui: <a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000709.html" target="_blank">http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000709.html</a></strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>C&#8217;era una volta la Scuola&#8230;</title>
		<link>http://www.montefalcone.net/2008/10/cera-una-volta-la-scuola/</link>
		<comments>http://www.montefalcone.net/2008/10/cera-una-volta-la-scuola/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2008 20:19:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Flaesh Teonesto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Polemiche]]></category>
		<category><![CDATA[Scritture Centrifughe]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Soldi pubblici]]></category>

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		<description><![CDATA[

Riporto una notizia AGI su come secondo me venga distorta l&#8217;informazione dai nostri Governanti, come semplicemente cambiando qualche parola si stravolga il senso della realtà.
POLIZIA NEGLI ATENEI. SCONTRI BERLUSCONI-VELTRONI
&#8220;Dico chiaro un avviso ai naviganti: non permetteremo l&#8217;occupazione delle scuole e dell&#8217;università.
- e fin qui tutto chiaro, l&#8217;occupazione è punibile legalmente, si tratta di atti di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		H3 { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="0cm;">Riporto una notizia AGI su come secondo me venga distorta l&#8217;informazione dai nostri Governanti, come semplicemente cambiando qualche parola si stravolga il senso della realtà.</p>
<h3><span style="small;">POLIZIA NEGLI ATENEI. SCONTRI BERLUSCONI-VELTRONI</span><span id="more-295"></span></h3>
<blockquote><p>&#8220;Dico chiaro un avviso ai naviganti: non permetteremo l&#8217;occupazione delle scuole e dell&#8217;università.</p></blockquote>
<p style="1.25cm;"><em>- e fin qui tutto chiaro, l&#8217;occupazione è punibile legalmente, si tratta di atti di forza, per richiamare l&#8217;attenzione su questioni importanti.</em></p>
<blockquote><p>Oggi convocherò il ministro dell&#8217;Interno Maroni per studiare con lui gli interventi delle forze dell&#8217;ordine&#8221;. Lo afferma il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in una conferenza stampa sulla scuola. Berlusconi aggiunge: &#8220;Il ministro Gelmini e&#8217; ottimo. Non ritireremo il decreto legge che e&#8217; sacrosanto. I leader della sinistra dicono solo menzogne&#8221;.</p></blockquote>
<p style="1.25cm;"><em>- peccato che a parlare non sia solo la sinistra (forse è quella che meno si è pronunciata, o comunque su posizioni molto moderate), ma anche precari, studenti, genitori, insomma tutte le componenti del comparto scuola, compresi i sindacati, e ricordo che il 30 aderirà allo sciopero anche lo SNALS, che non mi sembra sia tanto di sinistra.</em></p>
<blockquote>
<p style="1.25cm;">Berlusconi ha respinto punto su punto le accuse al decreto legge scuola: &#8220;Non verrà mandato via alcun insegnante. Ci sarà solo il blocco del turn over.<em></em></p>
</blockquote>
<p style="1.25cm;"><em>- certo, ma neanche ci sono certezze che verrà richiamato chi quest&#8217;anno insegna. &#8220;Blocco del turn over &#8221; significa che qualcuno andrà in pensione, e il suo posto non verrà riassegnato.</em></p>
<blockquote><p>Poniamo le premesse per avere meno insegnanti ma meglio pagati. Non e&#8217; vero che ci sarà una riduzione del tempo pieno, le famiglie potranno scegliere liberamente. Non ci sarà il maestro unico nelle elementari, ma il maestro prevalente.</p></blockquote>
<p style="1.25cm;"><em>- è solo una questione di termini, unico o prevalente non mi sembra ci sia una differenza enorme. Il modulo (sistema dei tre maestri) odierno lo invidiano in tutta Europa, la nostra scuola primaria dovrebbe essere presa a modello. Come verrà garantito il tempo pieno con meno insegnanti? E se l&#8217;unico insegnante non sia in grado di adempiere i suoi compiti? Didatticamente meno insegnanti con più alunni per classe non mi sembra una soluzione per i problemi della scuola. Ci sono problemi a gestire classi di 15/20 alunni, non voglio pensare ad una realtà con oltre 30 alunni (intendo didatticamente, il problema è anche di gestione dei gruppi).</em></p>
<blockquote><p>Rimangono gli insegnanti di religione, educazione fisica, lingue straniere ed informatica. Non c&#8217;è razzismo, ma buonsenso: anche in Francia ci sono le classi di accoglienza. Non si può insegnare alcuna materia, se gli studenti non parlano l&#8217;italiano.</p></blockquote>
<p style="30px;"><em>- Berlusconi e la Gelmini parlano di classi di accoglienza, o 	di inserimento, mi chiedo a questo punto, a 6 anni quale bambino sta 	avanti? I bambini non fanno distinzione di colore o di lingua (sono 	i genitori a dare i primi modelli, giusti o sbagliati), i bambini 	socializzano senza se e senza ma. Per quelli più grandi creiamo 	delle classi-ghetto? In che lingua ci rivolgiamo? Il “bagno 	linguistico” che occorre per acquisire una lingua come avverrà? 	“E se non si può insegnare alcuna materia, se gli studenti non 	parlano l&#8217;italiano”, in queste Torri di Babele chiamate classi, 	come si comunicherà?</em></p>
<p style="30px;"><em>Non è razzismo, chiamiamolo buonsenso, allora è buonsenso anche 	gli italiani con gli italiani e gli stranieri con gli stranieri, o 	come succedeva in Sudafrica, bianchi con bianchi, neri con neri (non 	<strong>Apartheid</strong>, come insegna la storia; è solo una questione linguistica 	no?) Sono solo termini a chi importa?<br />
</em></p>
<p style="30px;">Ma l&#8217;<em><strong>Art. 34 della 	Costituzione Italiana </strong>recita diversamente:</em></p>
<p><em><span style="underline;"> </span></em></p>
<p style="0cm;" align="left"><em> </em></p>
<p style="0cm;" align="left"><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p><span style="x-small;"><em> L&#8217;istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.</em></span><br />
<span style="x-small;"><em> I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi</em></span><br />
<span style="x-small;"><em> più alti degli studi.</em></span><br />
<span style="x-small;"><em> La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle</em></span><br />
<span style="x-small;"><em> famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.</em></span></p>
<blockquote><p>Non chiudono le scuole più piccole: ci sarà un solo preside ed un solo segretario per più scuole con pochi alunni. Non si boccerà con il 7 in condotta. Verrà bocciato chi ha 5 in condotta, ma solo con il via libera del Consiglio d&#8217;istituto e di classe&#8221;.(AGI) &#8211; Roma, 22  ottobre -</p></blockquote>
<p style="30px;"><em>- Il personale ATA che tornerà a casa, non fa numero? Per avere cinque in condotta che devo fare: incendiare la scuola? 	Picchiare un compagno? O basta anche occupare o manifestare per il 	pluralismo dell&#8217;informazione?</em> <em>O PIU&#8217; SEMPLICEMENTE PER LA DIFESA DELLA SCUOLA <span style="x-small;"><span style="Times New Roman,serif;">?</span></span></em></p>
<p style="30px;">
<p>Concludo con l&#8217;art 33 della Costituzione:</p>
<p><span style="Times New Roman,serif;"><span style="x-small;"><em>L&#8217;arte e la scienza sono libere e libero ne è l&#8217;insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e 	gradi.</em></span></span><br />
<span style="Times New Roman,serif;"><span style="x-small;"><em>Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, <strong>senza oneri</strong> per lo Stato.</em></span></span></p>
<p style="60px;" align="left">
<p style="30px;" align="left">
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<p style="30px;" align="left">
<p style="30px;" align="left">
<p style="30px;" align="left">
<p style="30px;" align="left">
<p style="30px;" align="left">Questo è un articolo di parte, scritto da una persona che vive la Scuola, che la vorrebbe migliore, che crede in una Scuola: Statale, Laica, Meritocratica, Multietnica, Gratuita, Accessibile a tutti.</p>
<p style="0cm;" align="left"><span style="Times New Roman,serif;"><span style="x-small;"><em> </em></span></span></p>
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		<title>La costituzionalità della legge Gelmini</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Oct 2008 08:44:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittoria Speranza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[Ciao a tutti!
&#8220;Spulciando&#8221; nella rete mi sono imbattuta in un articolo che, a mio modesto parere, esprime esattamente le preoccupazioni di chi ha dei dubbi riguardo la costituzionalità della legge 133. I temi e i toni del discorso sono di una attualità agghiacciante, ma ancora più sorprendente è la data in cui questo discorso è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao a tutti!</p>
<p>&#8220;Spulciando&#8221; nella rete mi sono imbattuta in un articolo che, a mio modesto parere, esprime esattamente le preoccupazioni di chi ha dei dubbi riguardo la costituzionalità della legge 133. I temi e i toni del discorso sono<span id="more-208"></span> di una attualità agghiacciante, ma ancora più sorprendente è la data in cui questo discorso è stato pronunciato.</p>
<p>Piero Calamandrei, docente universitario fiorentino, fu rettore dell&#8217;ateneo di Firenze, giurista e docente, nonchè deputato e membro dell&#8217;assemblea costituente all&#8217;interno del Partito d&#8217;Azione, partito mazziniano e liberista.</p>
<p>Piero Calamandrei, 1950</p>
<blockquote><p>Quando la scuola pubblica è cosa forte e sicura, allora, ma allora soltanto, la scuola privata non è pericolosa. Allora, ma allora soltanto, la scuola privata può essere un bene. Può essere un bene che forze private, iniziative pedagogiche di classi, di gruppi religiosi, di gruppi politici, di filosofie, di correnti culturali, cooperino con lo Stato ad allargare, a stimolare, e a rinnovare con varietà di tentativi la cultura. Al diritto della famiglia, che è consacrato in un altro articolo della Costituzione, nell&#8217;articolo 30, di istruire e di educare i figli, corrisponde questa opportunità che deve essere data alle famiglie di far frequentare ai loro figlioli scuole di loro gradimento e quindi di permettere la istituzione di scuole che meglio corrispondano con certe garanzie che ora vedremo alle preferenze politiche, religiose, culturali di quella famiglia. Ma rendiamoci ben conto che mentre la scuola pubblica è espressione di unità, di coesione, di uguaglianza civica, la scuola privata è espressione di varietà, che può voler dire eterogeneità di correnti decentratrici, che lo Stato deve impedire che divengano correnti disgregatrici. La scuola privata, in altre parole, non è creata per questo.La scuola della Repubblica, la scuola dello Stato, non è la scuola di una filosofia, di una religione, di un partito, di una setta. Quindi, perché le scuole private sorgendo possano essere un bene e non un pericolo, occorre:</p>
<p>- che lo Stato le sorvegli e le controlli e che sia neutrale, imparziale tra esse. Che non favorisca un gruppo di scuole private a danno di altre.<br />
che le scuole private corrispondano a certi requisiti minimi di serietà di organizzazione.</p>
<p>Solamente in questo modo e in altri più precisi, che tra poco dirò, si può avere il vantaggio della coesistenza della scuola pubblica con la scuola privata. La gara cioè tra le scuole statali e le private. Che si stabilisca una gara tra le scuole pubbliche e le scuole private, in modo che lo Stato da queste scuole private che sorgono, e che eventualmente possono portare idee e realizzazioni che finora nelle scuole pubbliche non c&#8217;erano, si senta stimolato a far meglio, a rendere, se mi sia permessa l&#8217;espressione, &#8220;più ottime&#8221; le proprie scuole. Stimolo dunque deve essere la scuola privata allo Stato, non motivo di abdicazione. Ci siano pure scuole di partito o scuole di chiesa. Ma lo Stato le deve sorvegliare, le deve regolare; le deve tenere nei loro limiti e deve riuscire a far meglio di loro. La scuola di Stato, insomma, deve essere una garanzia, perché non si scivoli in quello che sarebbe la fine della scuola e forse la fine della democrazia e della libertà, cioè nella scuola di partito. Come si fa a istituire in un paese la scuola di partito? Si può fare in due modi. Uno è quello del totalitarismo aperto, confessato. Lo abbiamo esperimentato, ahimè. Credo che tutti qui ve ne ricordiate, quantunque molta gente non se ne ricordi più. Lo abbiamo sperimentato sotto il fascismo. Tutte le scuole diventano scuole di Stato: la scuola privata non è più permessa, ma lo Stato diventa un partito e quindi tutte le scuole sono scuole di Stato, ma per questo sono anche scuole di partito. Ma c&#8217;è un&#8217;altra forma per arrivare a trasformare la scuola di Stato in scuola di partito o di setta. Il totalitarismo subdolo, indiretto, torpido, come certe polmoniti torpide che vengono senza febbre, ma che sono pericolosissime.</p>
<p>Facciamo l&#8217;ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l&#8217;aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C&#8217;è una certa resistenza; in quelle scuole c&#8217;è sempre, perfino sotto il fascismo c&#8217;è stata. Allora, il partito dominante segue un&#8217;altra strada (è tutta un&#8217;ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A &#8220;quelle&#8221; scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d&#8217;occhio i cuochi di questa bassa cucina. L&#8217;operazione si fa in tre modi: ve l&#8217;ho già detto:</p>
<p>- rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni.<br />
- attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette.<br />
- dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico!</p>
<p>Quest&#8217;ultimo è il metodo più pericoloso. » la fase più pericolosa di tutta l&#8217;operazione [...]. Questo dunque è il punto, è il punto più pericoloso del metodo. Denaro di tutti i cittadini, di tutti i contribuenti, di tutti i credenti nelle diverse religioni, di tutti gli appartenenti ai diversi partiti, che invece viene destinato ad alimentare le scuole di una sola religione, di una sola setta, di un solo partito [...].</p>
<p>Per prevedere questo pericolo, non ci voleva molta furberia. Durante la Costituente, a prevenirlo nell&#8217;art. 33 della Costituzione fu messa questa disposizione: &#8220;Enti e privati hanno diritto di istituire scuole ed istituti di educazione senza onere per lo Stato&#8221;. Come sapete questa formula nacque da un compromesso; e come tutte le formule nate da compromessi, offre il destro, oggi, ad interpretazioni sofistiche [...]. Ma poi c&#8217;è un&#8217;altra questione che è venuta fuori, che dovrebbe permettere di raggirare la legge. Si tratta di ciò che noi giuristi chiamiamo la &#8220;frode alla legge&#8221;, che è quel quid che i clienti chiedono ai causidici di pochi scrupoli, ai quali il cliente si rivolge per sapere come può violare la legge figurando di osservarla [...]. E venuta cos&#8221; fuori l&#8217;idea dell&#8217;assegno familiare, dell&#8217;assegno familiare scolastico.</p>
<p>Il ministro dell&#8217;Istruzione al Congresso Internazionale degli Istituti Familiari, disse: la scuola privata deve servire a &#8220;stimolare&#8221; al massimo le spese non statali per l&#8217;insegnamento, ma non bisogna escludere che anche lo Stato dia sussidi alle scuole private. Però aggiunse: pensate, se un padre vuol mandare il suo figliolo alla scuola privata, bisogna che paghi tasse. E questo padre è un cittadino che ha già pagato come contribuente la sua tassa per partecipare alla spesa che lo Stato eroga per le scuole pubbliche. Dunque questo povero padre deve pagare due volte la tassa. Allora a questo benemerito cittadino che vuole mandare il figlio alla scuola privata, per sollevarlo da questo doppio onere, si dà un assegno familiare. Chi vuol mandare un suo figlio alla scuola privata, si rivolge quindi allo Stato ed ha un sussidio, un assegno [...].</p>
<p>Il mandare il proprio figlio alla scuola privata è un diritto, lo dice la Costituzione, ma è un diritto il farselo pagare? » un diritto che uno, se vuole, lo esercita, ma a proprie spese. Il cittadino che vuole mandare il figlio alla scuola privata, se la paghi, se no lo mandi alla scuola pubblica.<br />
Per portare un paragone, nel campo della giustizia si potrebbe fare un discorso simile. Voi sapete come per ottenere giustizia ci sono i giudici pubblici; peraltro i cittadini, hanno diritto di fare decidere le loro controversie anche dagli arbitri. Ma l&#8217;arbitrato costa caro, spesso costa centinaia di migliaia di lire. Eppure non è mai venuto in mente a un cittadino, che preferisca ai giudici pubblici l&#8217;arbitrato, di rivolgersi allo Stato per chiedergli un sussidio allo scopo di pagarsi gli arbitri! [...]. Dunque questo giuoco degli assegni familiari sarebbe, se fosse adottato, una specie di incitamento pagato a disertare le scuole dello Stato e quindi un modo indiretto di favorire certe scuole, un premio per chi manda i figli in certe scuole private dove si fabbricano non i cittadini e neanche i credenti in una certa religione, che può essere cosa rispettabile, ma si fabbricano gli elettori di un certo partito&#8221;.<br />
Piero Calamandrei, 1950</p></blockquote>
<p><em>Discorso pronunciato al III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma l&#8217;11 febbraio 1950</em></p>
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