A Montefalcone arriva il “Consiglio Comunale dei Ragazzi”

Ciao a tutti volevo informarvi sull’iniziativa attuata dal Comune in collaborazione con la Scuola per la realizzazione del “CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI”.

Oggi Martedì 2 Dicembre dalle ore 9.00 alle ore 13.00 ci saranno le votazioni presso l’Ist. Comprensivo “Mons. V. Cordisco”.

I ragazzi di 3°,4° e 5° elementare, 1°, 2° e 3° media sono chiamati a scegliere il Sindaco ed i Consiglieri che li rappresenteranno.

La presentazione delle Liste con relativo comizio è avvenuta il 21 Novembre a scuola, mentre Venerdì 28 la campagna elettorale si è conclusa presso la Sala Consiliare del Comune alla presenza del Sindaco.

Le liste presentate sono tre, ogni votante ha ricevuto un certificato elettorale per recarsi al voto.

Alle 14.30 inizierà lo spoglio e sapremo chi sarà il primo Sindaco del C.C.R. di Montefalcone nel Sannio.

Per le liste ed i programmi potete collegarvi al sito del comune.

16 Responses to “A Montefalcone arriva il “Consiglio Comunale dei Ragazzi””


  1. amici di via zamenhof 3 bologna

    Non siamo assolutamente d’ accordo con questa iniziativa; pensiamo sia solo un modo per alimentare le invidie tra i ragazzi. Ci sono diversi modi per coinvolgerli nella vita sociale del paese. Non serve la competizione bensì la collaborazione generale. Regalare momenti di gloria fomenta solo le gelosie.

  2. 3/7 player

    Penso la stessa cosa degli amici di via zamenhof (che saluto con affetto!!). Mi picerebbe sapere chi ha avuto questa brillante idea e sapere cosa potrebbe portare di buono, per il paese, ma soprattutto per i ragazzi. Capisco che bisogna avvicinare i giovani attivamente alla politica…..però!?

  3. Antonino Sabetta

    Cari amici di via zamenhof, caro 3/7 player: senza entrare nel merito della vostra posizione (che naturalmente rispetto, ma non condivido), mi colpisce il fatto che associate il termine “politica” a “competizione”, “momenti di gloria”, “gelosie”.
    E’ chiaro che se il risultato di questo “laboratorio di educazione civica” fosse far apprendere ai ragazzi che si fa politica per vincere e per avere un momento di gloria, il tutto avrebbe poco senso. Ma lascio a chi si è fatto promotore dell’iniziativa (non solo chi ha avuto l’idea, ma anche a quelli che l’hanno promossa in concreto e speso energie e lavoro per realizzarla) il compito di spiegarne gli scopi e di farci sapere “cosa potrebbe portare di buono, per il paese, ma soprattutto per i ragazzi”.

  4. Michele "Flaesh" Teonesto

    mi associo alle parole del mio amico Antonino, cari amici di via zamenhof (ma poi chi siete??), trovo sia un ablle iniziativa quella di avviciare i ragazzi alla politica. in tempi bui come questi, in cui siamo sovrastati da scaldapoltrone ed arrivisti, quale migliore occasione per riprendere in mano la res publica , sensibilizzare i ragazzi al paese, all’essere cittadini “attivi” in un mondo che ci vuole sempre più escludere.
    Occorre ripartire dal piccolo, riprendersi i propri spazi, combattere e difendere le proprie idee. La politica non è una cosa brutta, le brutture sono altre; semmai è criticabile chi in nome della politica coltiva i suoi interessi, a scapito dei cittadini comuni, come me, come voi, chi aiuta le banche e crede di risolvere i problemi con una social card, chi fa della politica un palcoscenico come quello di Zelig, che non conosce il termine di abbronzato… Ma questa è un’altra storia.
    Anzi meno male che qualcuno dei nostri ragazzi si sia attivato per partecipare a progetti come questi, che sono sempre ben accetti e che non penso affatto creino competizione. Ciao a tutti

  5. J. Hard

    Amici di via Zamenhof e 3/7 player, guardate che la campagna elettorale è finita. Adesso rimettetevi il grembiule e tornate in classe.

  6. Amici di via Zamenhof 3

    @ J. Hard: la nostra intenzione è di portare avanti una discussione seria su questo argomento, ma se non sei in grado e interessato…. lascia stare.

  7. paolo colella

    @ Antonino: mi piace l’ espressione “laboratorio di educazione civica”; ma ne siamo sicuri!? Io non troppo.
    Ai posteri l’ ardua sentenza

  8. Antonino Sabetta

    @ Paolo: il tuo scetticismo è giustificato dal brutto spettacolo della politica che abbiamo sotto gli occhi e che va avanti da decenni; nonostante alcuni picchi di “senso civico” (durante i quali gli italiani si precipitano a comprare “La Casta”) l’indignazione e il dissenso dei cittadini verso la mala-politica è ancora meno credibile di quella politica stessa che essi criticano ma che in fondo non vogliono cambiare davvero. E questa non cambierà finché questo paese non avrà una nuova mentalità, per la quale è forse necessaria una nuova generazione. Noi non dobbiamo illuderci che una tale nuova generazione sarà automaticamente migliore di questa: noi dobbiamo darci da fare perché lo sia.

    Certamente una iniziativa come quella di cui stiamo parlando non è la ricetta magica, ma sicuramente è un contributo (secondo me fondamentale) che va proprio in questa direzione, proponendosi di insegnare la politica, con la pratica, fin dalla scuola.

    Aggiungo un’osservazione: ci sono dei fatti che apparentemente sono dettagli, ma che invece la dicono lunga su quanto le cose cambiano velocemente e su come certe tare mentali siano solo degli adulti. Se scorri le liste, a partire dai candidati sindaco, ti rendi conto di una sostanziale differenza tra quelle e le liste a cui siamo abituati a vedere nelle elezioni “dei grandi”…..

  9. Massimo Colella

    I primi due lapidari commenti qui sopra dicono, a mio avviso, molto su come sia interpretata la politica dalle nostre parti e più generalmente in Italia.
    Non mi spiego altrimenti come si riesca ad individuare nell’idea del “CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI” una possibile operazione dispensatrice di rancori e gelosie e non semplicemente come una didattica simulazione per introdurre i bambini alle basilari conoscenze delle regole del vivere civico.
    Vuol dire forse allora che la politica e l’arte di amministrare la “cosa pubblica” vengono visti ormai come ovvi mezzi per concentrare potere e elargire favori in cambio di consensi, quindi generatori di scontri venali; una sorta di guerra per assicurarsi la gestione della “cosa nostra” meno spaventosa di quella organizzata a delinquere, ma non per questo meno dannosa in termini di sperpero di risorse e impoverimento civico, sociale e culturale.
    Uso la parola “ovvi”, perché, purtroppo, è a questo meccanismo perverso e arrogante che i nostri pensieri e modi di agire “italiani” si sono abituati, soprattutto in passato, ed è forse a questo che si pensa quando si ritiene giusto dover tenere lontani i bambini dalla “politica” e dai suoi meccanismi democratici.
    Non si deve insegnare come bisogna comportarsi (con quali diritti e quali doveri) per far “funzionare” la politica e lo Stato, perchè in Italia, e più fortemente nel mezzogiorno, essa può servire inevitabilmente e più efficacemente a diventare tuttalpiù imprenditorucoli da quattro soldi che, montando un sistema di favoritismi, si attorniano di utili conoscenze ben mirate e scagnozzi compiacenti per rimpinguare consensi, oppure, nel processo inverso, può essere solo un mezzo utile quando, pur essendo imprenditoroni affermati e facoltosi, urge la necessità, in corrispondenza di rilevanti mutazioni degli assetti politici, “di pararsi il culo” con partiti nuovi e vuoti, per nascondere le inevitabili marachelle di gioventù e non dover scontare pene dietro le sbarre o nella migliore delle ipotesi in esili malinconici nel maghreb più prossimo all’italico scarpone. Si, a questo può servire la politica in Italia.
    Può servire a tutto questo magari, ma non, per carità di dio, che a qualcuno venga in mente che possa rappresentare l’arte della diplomazia degna di essere insegnata; L’arte del buon governo o del come venire a compromessi e prendere decisioni per il bene comune su scelte condivise e praticabili dalle eventuali diverse parti in questione, siano esse diverse comunità religiose, diverse comunità linguistiche politiche o “razziali”, per l’amor di Dio! che non si insegni mai alle nostre piccole anime innocenti tutto questo, perché a loro verrà in mente che chi prende più voti è soltanto il furbo di turno che farà interessi di parte e partito (ammesso che esistano ancora i partiti politici come storicamente si è imparato a conoscerli e supportarli).
    Nessuno dirà mai che l’iniziativa in oggetto potrebbe essere utile per stimolare nei pargoli l’idea di partecipazione e socialità nello sforzo collettivo di governare giustamente la società di domani o più banalmente che serva a scongiurare figuracce nel seggio elettorale, come quella da me testimoniata in figura di presidente di seggio, e capitata a qualche cresciuto amico degli amici quando, il votante cittadino, senza entrare in cabina, voleva apporre la sua croce sulla scheda aperta davanti a noi tutti sbalorditi membri del seggio.
    In quella occasione, anche per me, presidente di turno, qualche conoscenza in più della “materia”, sarebbe risultata comoda e mi avrebbe aiutato a non commettere i piccoli ma fastidiosi errori che spazientivano elettori, rappresentanti di lista, forze dell’ordine e compagni di seggio.
    Per quanto detto e per molto altro ancora che non dirò, appare sorprendente (è il mio punto di vista) leggere simili commenti su un operazione del tutto giustificata e giustificabile.
    L’iniziativa, del resto, può essere chiamata anche “LEZIONE DI EDUCAZIONE CIVICA” che da sempre -seppur maltrattata colpevolmente negli ultimi anni- è stata importante materia di studio nelle nostre scuole perché finalizzata alla fondamentale conoscenza dei meccanismi di partecipazione e funzionamento della “cosa pubblica” alla quale tutti i cittadini devono avere il diritto e dovere di partecipare consapevolmente, nel rispetto per l’altro sempre diverso, e per la comunità immancabilmente eterogenea di cui si fa inevitabilmente parte.
    Saluti.

  10. a.t.

    @ antonino; bella e sottile la tua osservazione,
    i fatti a cui ti riferisci, sono piaciuti molto anche a me.

    p.s.
    che fine hai fatto?

  11. J. Hard

    Zamenhof e compagni: se la vostra intenzione “è di portare avanti una discussione seria su questo argomento”, gli esempi non vi mancano. Il copiaincolla può tornarvi utile.

  12. Amici di via Zamenhof

    J.Hard cerchi di fare il simpatico eh…sei stato tutta la notte a pensare a come replicare al nostro “invito”…cavolo però questa battuta non ci fa ridere più di tanto!!!!
    Un pò più di fantasia la prossima volta….dai su…. puoi farcela…!!!

  13. J. Hard

    Avete già lasciato perdere la discussione seria? Per copiare: Crtl + C; per incollare: Ctrl + V; per spegnervi: Alt + F4.

  14. Amici di via Zamenhof

    pensavamo che fossi un pò più intelligente.
    per questo ti celi dietro uno pseudonimo.
    tra l’altro abbiamo capito chi sei.
    per andare d’accordo con voi bisogna per forza pensarla come voi.

  15. J. Hard

    E’ sufficiente pensare, in realtà. Lo so: è dura.

  16. Antonino Sabetta

    Ok, commenti chiusi per questo post.

    Prego chi vuole discutere del Consiglio Comunale dei Ragazzi di inviare commenti al post “Consiglio Comunale dei Ragazzi: i programmi”.