Si, il mondo è un pochino più pulito
Ebbene si! Montefalcone è uno dei 1800 comuni che hanno aderito all’iniziativa di LEGAMBIENTE “PULIAMO IL MONDO”, ossia l’edizione italiana di “Clean Up the World”.
“Puliamo il mondo” si è svolto non solo in Italia, ma in tutto il mondo nei giorni 26,27 e 28 Settembre; in questi giorni migliaia di volontari si sono riuniti per pulire strade delle proprie città, parchi pubblici ecc….
Montefalcone ha partecipato all’iniziativa per il secondo anno consecutivo, coinvolgendo bambini e ragazzi dalla 3° elementare alla 3° media, adulti ed il Centro anziani!
Nella mattinata del 27 il Presidente di Legambiente di Termoli Dott.Lollino, a cui va un ringraziamento speciale per la disponibilità mostrata, si è recato a scuola per presentare l’iniziativa e sensibilizzare i ragazzi sul problema dei rifiuti.
Il pomeriggio alle 15.30 c’è stato il raduno in Piazza del Popolo, hanno partecipato più di 40 bambini ed una decina di nonnini del centro anziani! Armati di guanti, cappelli, sacchi e vari gadget Legambiente, si è partiti dalla Piazza fino ad arrivare al Campo Sportivo e poi verso la scuola. I ragazzi si sono divertiti ed hanno ripulito queste zone del paese, lasciando un cartello che invitava a non sporcare più quell’area, ad ogni bambino poi è stata consegnata una bustina contenente dei semi di ciliegio con l’impegno di piantarli in primavera e prendersi cura della piantina che nascerà.
Prossimamente ai ragazzi sarà consegnato un attestato di partecipazione ed una scheda di Legambiente che indica 8 semplici impegni da assumere per aumentare la raccolta differenziata e diminuire l’immissione di CO2 nell’aria.
Queste sono piccole iniziative ma di grande importanza e sono felicissima della risposta che c’è stata!
NOTA (di Antonino Sabetta): questo articolo è un riadattamento di un commento di Graziella in risposta al mio “Il mondo è stato pulito?”; ho pensato che fosse proprio il tipo di intervento che merita la visibilità di un articolo vero e proprio invece che di un semplice commento. Mi scuso con Graziella se ho preso questa iniziativa senza contattarla prima.
“si è partiti dalla Piazza fino ad arrivare al Campo Sportivo e poi verso la scuola”.
Come recita l’adagio: a cap’bball ogni ssand và a cavall.
Il commento idiota di cui sopra voleva semplicemente portare all’attenzione di tutti il degrado della pineta.
Storpiando Celentano si potrebbe dire che “là dove c’era l’erba ora c’è…” l’erbaccia.
Le panchine distrutte.
L’incuria più totale.
Cartaccia, monnezza, avanzi fossili di chissà quanti Ferragosto.
E lo stesso dicasi per il lago.
Quello che fa male non è lo schifo in sè, ma la mancanza totale di rispetto e di educazione ambientale che sta dietro.
Secondo me le iniziative ambientaliste vanno incoraggiate non tanto per gli effetti immediati nello spazio, ma soprattutto per quelli, più lenti e virali, che agiscono a un livello culturale collettivo, sull’educazione, sul tipo di forma mentis che include il rispetto dell’ambiente che ci sta intorno.
Saluti.
Ottenere la pulizia e la cura della pineta non è poi tanto difficile: basta farne richiesta al Comando del Corpo Forestale, che provvederà a perfezionare le procedure, sfruttando gli ex-operai forestali, ai quali progetti del genere sono necessari “per lavorare”.
Graziè… vide che ja fà!!!!
Saluti, Giancarlo.
A me lo stato della pineta sembra più che buono. Di conseguenza l’allarme di Giampiero mi sembra esagerato. Le panchine e altri arredi che accoglie sono normalmente e naturalmente decaduti come tutto quello che viene collocato all’aperto e in balìa delle intemperie. Il deterioramento è semmai sintomo di un evento più preoccupante: la mancanza di frequentazione di quei luoghi, calata negli anni, rispetto a quando veniva letteralmente “aggredita” da noi piccoli nei periodi estivi.
Le erbacce? Beh, quelle è meglio che crescano direi.
Per quanto riguarda il lago invece sarei un po’ più preoccupato visto che fino a poche settimane fa, si intravedevano ancora segni delle allegre scampagnate estive e perché bisogna prendere atto periodicamente di alcuni lavori che proprio non riesco a capire, come ad esempio l’ennesima fontana (dalla quale non è mai sgorgata acqua ne sgorgherà probabilmente in futuro) costruita in solido cemento e rivestita con incerta pietra a due passi dalle acque limacciose del lago, in uno dei suoi punti più belli e selvaggi.
Mi chiedo in merito: “Un po’ di sano spazio nel quale l’uomo non possa entrare con scarpe o pneumatici riusciamo a lasciarlo agli animali e ai vegetali, visto che anche il lago come tutti i “micro-ecosistemi” ha un suo preciso, delicato equilibrio?”
Cosa ne pensate miei cari compaesani?
A Massimo:
Perfettamente d’accordo sull’analisi del lago, e sulla conservazione di qualche spazio naturale, da visionare a piedi, ma la pineta?
L’usura dovuta al tempo ed alle intemperie rientra in un ordine naturale delle cose, ma l’intervento umano, le gite domenicali ed i ferragosti, quelli no.
- Vi ricordo che giaccono sulle mura ciclopiche i resti dell’anemometro, o lo abbiamo già dimenticato?-
Sono stati accusati spesso i frequentatori giovani di vandalismi e sporcizia(anche giustamente), ma a ben ricordare gli anni scorsi, c’erano “panchine itineranti” e pezzi di arredi in legno mosse da qualche giovane forse troppo attempato.
La frequentazione? Posso solo ricordare con piacere e nostalgia i tempi trascorsi lì. E’ uno dei pezzi che porto con me del mio paese.
A Giancarlo:
credo che la questione sollevata da Giampiero, non rigurdasse la pulizia una tantumdella pineta, ma la creazione di una “coscienza della pineta”, come di tutte le bellezze che abbiamo. L’attenzione e la cura del bene comune, un minimo di responsabità verso il nostro caro paese (del resto se siamo tutti così legati ad esso, lo portiamo nel cuore… e tante altre belle parole) avere una coscienza comune e non interessi singoli sarebbe auspicabile.
La possibilità poi di far lavorare gli ex-operai forestali, che ben venga, soprattutto nelle nostre realtà.
Ciao un saluto a tutti
Caro Michele, hai ragione: avrei dovuto mettere “pulizia” tra virgolette, lasciando sottindere quello che per brevità non ho scritto, ma che coincide perfettamente con quello che tu pensi e non la semplice ed estemporanea manutenzione.
Perchè la brevità? Perchè mi sono accorto che su questo, come su altri blog, i testi lunghi sono quasi sempre letti con superficialità e velocità, oserei dire quasi “snobbati”.
E’ anche vero però che la brevità non è un valore assoluto e che non tutti i testi corti siano buoni. Bisogna saper scrivere testi comunicativi, chiari,efficaci….ed io sto già superando le “righe a disposizione” affinchè l’attenzione del “lettore medio” resti attiva, ma tu … non sei ” unlettore medio” (altrimenti non si giustificherebbero le ore, anche notturne, passate a parlare del nostro paese, delle sue risorse paesaggistiche, naturalistiche, storiche, archeologiche.
Parlarne è un ottimo punto di partenza e presuppone l’esistenza di “una coscienza comune”.
Certo altra cosa e avere la voglia ed il coraggio di chiudersi dentro un venerdi, sabato e domenica, per frequentare un corso di protezione civile, di alzarsi alle 5,00 per una passeggiata in montagna di sei ore, durante la quale travasare e “regalare” le proprie conoscenze ed i risultati di anni ed anni di studi a persone pressocchè sconosciute, e tante altre cosette che tu sai e spesso hai condiviso.
Riguardi agli ex operai, mi pare di aver capito, ma potrei anche sbagliarmi, che siccome ci sono e sono pagati (e sono felice per loro) tanto vale approfittarne per far fare loro qualcosa di utile, quindi “pulizia” intesa anche come potatura bassa, diradatura, costruzione o ricostruzione delle panchine, tavoli, staccionate.
Cose che in passato hanno già fatto e che sanno fare bene!
Ps: durante il corso della protezione civile, un alto ufficiale del Corpo Forestale, ci ha spiegato come le “pinete” dovrebbero essere progressivamente sostituite da piante autoctone e che vengono usate per il rimboschimento solo perchè capaci di vegetare in un terreno molto impoverito, spesso da incendi.
Una volta riformato lo strato vegetale attivo … largo alle specie vegetali locali!
Ma questa è un’altra storia!
Ne parleremo a parte?
Saluti.