…lentamente muore…
Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.
(P. Neruda) Martha Medeiros
Ciao Vittoria, grazie per i tuoi contributi a questo blog, continua così!!
Riguardo alla poesia che ci hai riportato, io credo che sia molto bella; tuttavia va segnalato che contrariamente a quanto si dice in giro su Internet, non è stata scritta da Neruda.
Tratto da: http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/politica/crisi-governo-2/poesia-neruda-no/poesia-neruda-no.html
“Il testo della poesia è di Martha Medeiros, giornalista e scrittrice brasiliana nata nel 1961. Da anni passa come una catena di sant’Antonio dalle caselle di posta elettronica ai blog: una ricerca su Google produce quasi cinquantamila risultati per le parole Neruda e “muore lentamente”, ma solo pochissimi siti segnalano l’errore: il 10 gennaio 2007, più di un anno fa, Lorenzo Masetti lo scriveva sul suo blog; un altro blog sul sito internet del Pais lo ha scritto l’8 luglio 2007.
Poche segnalazioni rispetto ai tantissimi siti che avevano diffuso questa “ode alla vita”, come una poesia di Neruda, ma la lettura di Mastella ha svelato l’errore.”
Scusa se mi sono permesso di rettificare l’attribuzione della poesia in fondo al tuo post.
La poesia è bella ugualmente anche se non è firmata Pablo Neruda. Grazie a Vittoria per averla postata!
Caro Antonino, non c’è assolutamente bisogno di scusarsi…è proprio questo lo spirito di collaborazione necessario per la crescita di qualsiasi progetto, a cominciare dal blog…
Lentamente non muore chi diventando schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, non avendo la marca, non rischiando e cambiando colore dei vestiti, chi non parlando a chi non conosce… permette ai giovani di farlo.
Non muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle “i” pur amando le emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all’errore e ai sentimenti… permette ai giovani di farlo.
Lentamente non muore chi non capovolge il tavolo, pur volendolo fare, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, pur inseguendo da sempre un sogno, chi non si permette di fuggire ai consigli sensati, se è per il bene dei giovani.
Lentamente non muore chi viaggia, anche se solo con la fantasia, chi legge negli occhi dei giovani il futuro, chi ascolta la musica del loro entusiasmo, chi trova la grazia in loro.
Muore lentamente chi distrugge le loro speranze,l’amor proprio, chi non da loro aiuto; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi spegne un loro progetto prima che l’abbiano iniziato, chi non fa domande sugli argomenti che conoscono, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere giovani in alcune realtà, richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di esserlo.
Soltanto l’ardente voglia di conoscenza, sublimata nello studio, porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.
…Voglio fare pubblicamente Tanti cari auguri a Vittoria per la sua laurea, splendido coronamento di una carriera scolastica stupenda.
Possa tu essere di esempio a tanti dei nostri giovani,così come sei motivo di orgoglio della nostra piccola comunità.
Auguri ache ai genitori, ammirevoli maestri di vita e di impegno sociale, ai quali pensavo, parafrasando la splendida poesia da te postata
Caro Giancarlo, ti ringrazio di cuore…una abbraccio a te e tutta la tua famiglia.
Ciao Vittoria. Scusa il ritardo, ma da poco “frequento” il blog. Augurissimi sinceri per la tua laurea.