C’era una volta la Scuola…

Riporto una notizia AGI su come secondo me venga distorta l’informazione dai nostri Governanti, come semplicemente cambiando qualche parola si stravolga il senso della realtà.

POLIZIA NEGLI ATENEI. SCONTRI BERLUSCONI-VELTRONI

“Dico chiaro un avviso ai naviganti: non permetteremo l’occupazione delle scuole e dell’università.

- e fin qui tutto chiaro, l’occupazione è punibile legalmente, si tratta di atti di forza, per richiamare l’attenzione su questioni importanti.

Oggi convocherò il ministro dell’Interno Maroni per studiare con lui gli interventi delle forze dell’ordine”. Lo afferma il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in una conferenza stampa sulla scuola. Berlusconi aggiunge: “Il ministro Gelmini e’ ottimo. Non ritireremo il decreto legge che e’ sacrosanto. I leader della sinistra dicono solo menzogne”.

- peccato che a parlare non sia solo la sinistra (forse è quella che meno si è pronunciata, o comunque su posizioni molto moderate), ma anche precari, studenti, genitori, insomma tutte le componenti del comparto scuola, compresi i sindacati, e ricordo che il 30 aderirà allo sciopero anche lo SNALS, che non mi sembra sia tanto di sinistra.

Berlusconi ha respinto punto su punto le accuse al decreto legge scuola: “Non verrà mandato via alcun insegnante. Ci sarà solo il blocco del turn over.

- certo, ma neanche ci sono certezze che verrà richiamato chi quest’anno insegna. “Blocco del turn over ” significa che qualcuno andrà in pensione, e il suo posto non verrà riassegnato.

Poniamo le premesse per avere meno insegnanti ma meglio pagati. Non e’ vero che ci sarà una riduzione del tempo pieno, le famiglie potranno scegliere liberamente. Non ci sarà il maestro unico nelle elementari, ma il maestro prevalente.

- è solo una questione di termini, unico o prevalente non mi sembra ci sia una differenza enorme. Il modulo (sistema dei tre maestri) odierno lo invidiano in tutta Europa, la nostra scuola primaria dovrebbe essere presa a modello. Come verrà garantito il tempo pieno con meno insegnanti? E se l’unico insegnante non sia in grado di adempiere i suoi compiti? Didatticamente meno insegnanti con più alunni per classe non mi sembra una soluzione per i problemi della scuola. Ci sono problemi a gestire classi di 15/20 alunni, non voglio pensare ad una realtà con oltre 30 alunni (intendo didatticamente, il problema è anche di gestione dei gruppi).

Rimangono gli insegnanti di religione, educazione fisica, lingue straniere ed informatica. Non c’è razzismo, ma buonsenso: anche in Francia ci sono le classi di accoglienza. Non si può insegnare alcuna materia, se gli studenti non parlano l’italiano.

- Berlusconi e la Gelmini parlano di classi di accoglienza, o di inserimento, mi chiedo a questo punto, a 6 anni quale bambino sta avanti? I bambini non fanno distinzione di colore o di lingua (sono i genitori a dare i primi modelli, giusti o sbagliati), i bambini socializzano senza se e senza ma. Per quelli più grandi creiamo delle classi-ghetto? In che lingua ci rivolgiamo? Il “bagno linguistico” che occorre per acquisire una lingua come avverrà? “E se non si può insegnare alcuna materia, se gli studenti non parlano l’italiano”, in queste Torri di Babele chiamate classi, come si comunicherà?

Non è razzismo, chiamiamolo buonsenso, allora è buonsenso anche gli italiani con gli italiani e gli stranieri con gli stranieri, o come succedeva in Sudafrica, bianchi con bianchi, neri con neri (non Apartheid, come insegna la storia; è solo una questione linguistica no?) Sono solo termini a chi importa?

Ma l’Art. 34 della Costituzione Italiana recita diversamente:

L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.
I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi
più alti degli studi.
La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle
famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.

Non chiudono le scuole più piccole: ci sarà un solo preside ed un solo segretario per più scuole con pochi alunni. Non si boccerà con il 7 in condotta. Verrà bocciato chi ha 5 in condotta, ma solo con il via libera del Consiglio d’istituto e di classe”.(AGI) – Roma, 22  ottobre -

- Il personale ATA che tornerà a casa, non fa numero? Per avere cinque in condotta che devo fare: incendiare la scuola? Picchiare un compagno? O basta anche occupare o manifestare per il pluralismo dell’informazione? O PIU’ SEMPLICEMENTE PER LA DIFESA DELLA SCUOLA ?

Concludo con l’art 33 della Costituzione:

L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.
Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.

Questo è un articolo di parte, scritto da una persona che vive la Scuola, che la vorrebbe migliore, che crede in una Scuola: Statale, Laica, Meritocratica, Multietnica, Gratuita, Accessibile a tutti.

1 Response to “C’era una volta la Scuola…”


  1. Giampiero Cordisco

    E va bene. Mettiamoci un commento, in cotanto deserto di consensi.
    Caro Flaesh, a tuo uso e consumo ti lascio i miei antislogan bipartisan:

    DOVE NON ARRIVANO I MAGISTRATI CI PENSERANNO GLI PSICHIATRI (contro quello lì… il nano e il suo doppio schizoide)

    e

    SMOKE ON THE WALTER (contro quell’altro… topo gigio, e la sua sinistra fichetta, la sua sinistra finita).

    Ciao.