1984 in un paese lontano di nome conosciuto

Salve a tutti amici e compari paesani. Innanzi tutto un augurio per questo Blog affinché prosperi e riesca a far valere il proprio, finora troppo celato, amore e legame per le terre montefalconesi e possa essere sempre più valido terreno di confronto per i suoi abitanti.
Sono l’assessore alla cultura del paese sopra ricordato e che nel prosieguo di questo intervento vista la lunghezza del toponimo che lo contraddistingue sarà indicato con la dicitura “comune”; questa parola si sa, deriva dal latino communis, ovvero da cum e munis il cui significato originale era: “che partecipa con altri all’incarico”. Quanto detto nella mia interpretazione personale vuole ribadire l’idea che la partecipazione allargata in sede di decisioni riguardanti la collettività è basilare e imprescindibile. Cerco di applicare quindi questa “filosofia” nel mio ruolo di amministratore comunale in ogni occasione decisionale in quanto proprio grazie a questo approccio si può, nonostante la complessità che comporta, godere appieno delle soddisfazioni del buon governo, per la verità mai magre in questi due anni di attività. In sintesi voglio affermare che l’approccio al mio ruolo è quello di chi partecipa con altri all’incarico; gli altri sono i miei amati concittadini. Anche voi.
Io credo in questo e da questo sono sempre partito per sostanziare e strutturare le mie scelte di uomo e imprenditore prima, di politico e amministratore della cosa pubblica ora. A testimonianza si può ricordare, in occasione di pubblica e libera riunione da me stessa organizzata nei locali del comune per discutere e decidere con gli altri in merito alle iniziative culturali che mi vedono responsabile, come, su reazione indignata e contraria della totalità dei riuniti alle mie proposte riguardanti il clou delle iniziative culturali del comune, ovvero “la notte bianca”, io abbia comunque fatto un passo indietro e rinunciato all’idea principale di portare nel nostro comune alcuni protagonisti del grande Fratello edizione 2008.

Nel nome quindi del concetto a me caro di comunità e bene comune da perseguire mediante scelte comuni e valori condivisi ho dovuto cambiare il modo per poter ottenere quanto proposto e non accettato.

È stata una dura battaglia ma alla fine ci sono riuscito e secondo il mio parere al fine questa estate passata è stata ricca di eventi fatti per divertirsi, interessarsi e appassionarsi a cose nuove e, perché no, anche di proposte culturali di ampio respiro che hanno fatto muovere i cervelli altrimenti a rischio di chiusure dentro limitate dimensioni, etichettate di volta in volta con aggettivi generici come paesane o provinciali.

Voglio dunque con codesto intervento fare un punto sul mio operato a seguito soprattutto di alcune “male voci” pendenti da “male lingue” percepite a suo tempo nonostante il successo dell’iniziativa e tuttora presenti a ripetersi e prodigarsi in critiche del tutto gratuite e strumentali in quanto risultanti da una evidente formazione politica e non di un pensiero autonomo e auto-autorevole che contraddistingue l’animo dell’uomo di questo scorcio di nuovo secolo e che comunque mi rifiuto di giudicare per via del mio ruolo che mi impone di essere l’assessore di tutti.

Quanto detto però non mi eviterà di fare i nomi di parte di alcuni “certi” giovani locali, autori di dichiarazioni screditanti l’apparizione da me fortemente voluta di Winston Smith e Julia, i ragazzi del grande fratello che chiamerò così solo per evitare di pagare in questa sede virtuale i diritti a Mediaset poiché al di fuori di eventi come la notte bianca appunto, queste spese risultano un po’ antipatiche ed esose da sborsare.

Ma giungiamo finalmente al dunque, Massimo Colella, il figlio di Vinicio, ad esempio ha affermato in merito: Non mi sembra proprio il caso di far prendere al comune (qui devo dire per dovere di cronaca che anche lui ha la mia stessa idea sulla parola e significato di comune) la responsabilità di una simile proposta totalmente diseducativa che incoraggia un’esaltazione e giustificazione di modelli falsi e artefatti in una logica del guadagno sfrenato a discapito di tutto e tutti fatta passare a suon di passaggi televisivi subliminari”; come rispondere? E come rispondere ancora quando dice che forse in alternativa si poteva portare per un colloquio qualche oscuro artista, critico o scrittore. In uno slancio di protagonismo lo stesso, confortato dai suoi amici, mi è stato poi riferito, ha addirittura tirato fuori tra gli altri, il nome del giornalista Saviano. Proposte provocatorie, difficili, ardite, con il solo scopo di stupire e del tutto fuori luogo; come se da noi discorsi sulla mafia o sulla legalità in genere siano necessari tanto da smuovere simili sfortunate figure che si portano ormai un alone funereo addosso e che tra l’altro, ahimè, vedo beffeggiato cinicamente nelle righe del vostro blog da qualche buontempone che spero non essere contraddistinto da nobile sangue pentro-sannita.

C’è bisogno di festa e danze per dimenticare le difficoltà di una vita sempre più vuota e infelice dico io e dunque a queste poche e stereotipate accuse posso rispondere fermamente con semplici osservazioni, la prima è che l’iniziativa è riuscita a suscitare scalpore e attrarre persone da fuori dando al comune una visibilità e merito nonché una nota di contemporaneità donando la possibilità ai compaesani di toccare con mano un mondo fantastico come può essere quello della televisione, di Hollywood e dei suoi VIP, il mondo reale che è lì trasmesso ogni giorno ventiquattro ore su ventiquattro dentro le nostre case prigione (il parallelo con il grande fratello non è voluto);

per secondo la cultura passerà sempre più attraverso i grandi mezzi di comunicazione e chi non si adatterà avanzando pretese intellettuali elitarie di nicchia polverosa ed esoterica perirà giustamente perché una cultura incapace di arrivare alle masse non è una cultura in grado di rappresentare il proprio tempo e il proprio mondo, quindi non vera.

Tutto questo passa attraverso la semplicità e il comfort che l’uomo contemporaneo occidentale ha conquistato e che merita di godere: Avremo quello che chiediamo perché quello che chiediamo è quello che vogliamo avere.

Avremo la guerra perché la guerra sarà pace.

Avremo la schiavitù perché la schiavitù sarà libertà.

Avremo l’ignoranza perché l’ignoranza sarà forza.

Con queste tre massime voglio lasciarvi ringraziando Winston il belloccio che quella sera indimenticabile, mentre tutti lo credevano inebetito dall’alcool e dai gridolini isterici delle ragazzine, me le ha comunicate come facenti parte della dottrina ermetica che la D’Urso impartiva segretamente a telecamere nascoste ai prescelti Mediaset.

Dunque che dire ancora, per l’anno prossimo aspettatevi novità, ci saranno eventi che sveleranno come dietro il grande fratello ci sia un libro mirabile sconosciuto ai più, inviteremo l’autore che con scarso successo sto cercando di contattare (e finalmente faremo felice anche Massimo Colella e i suoi amici sempre pronti a lamentarsi e mai a proporre) per parlare di distopie latenti e incombenti (sembra argomento di attualità), pare sia uscito nel 1984 anno degli europei di calcio in Francia, vinto dai galletti di Platini.

Ora vi saluto ringraziandovi ancora per lo spazio che mi avete prestato e che spero mi concederete in futuro; chiudendo voglio rivolgermi soprattutto a coloro che dunque non hanno ben capito la comparsa di Winston e Julia facendosi sfuggire un’occasione per indagare più in fondo di quanto le quotidiane indagini catodiche permettevano.

Se si fosse guardato bene questi due ragazzi, isolandoli per un po’ dall’euforia caotica della strada e delle genti in festa, avremmo visto quella lontana sensazione di malinconica tristezza in fondo ai loro occhi che specchiati nei propri più intimi pensieri vibravano al risuonare della canzone che un tempo ascoltavano e che ora non sanno più ricordare:

sotto i larghi rami del castagno

ti ho veduto e mi hai venduto:

là giaccion loro, qui giacciamo noi

sotto i larghi rami del castagno.

Sotto il castagno, chissà perché

io ti ho venduto,

e tu hai venduto me:

sotto i suoi rami alti e forti

essi sono defunti

e noi siamo morti.

massimo colella che word si ostina a riformulare come coltella (maledetto Bill)

13 Responses to “1984 in un paese lontano di nome conosciuto”


  1. Antonino Sabetta

    Massimo, sai una cosa? Io non ho capito niente :|

  2. Giampiero Cordisco

    S’è capito, no? La notte bianca, e le politiche culturali nostrane in generale, a volte riescono poco bene, altre volte molto male. Credo che Massimo volesse esprimere la propria disillusione, in un modo romanzato che forse appare er(m)etico.
    Da parte mia, e per le riflessioni fatte fra me e me quella sera dell’11 agosto 2008 (mentre mi fondevo panicamente con la spinatrice di Pessettone) ritengo ormai che criticare senza proporre sia un’attività inutile e oziosa.
    Però come si fa ad accettare serenamente di devolvere denaro pubblico a due persone comuni che la televisione ha reso Personaggi, e che a parte sbronzarsi a spese dei paesani (leggi come: il danno e la beffa) e farsi fare foto con i telefonini non hanno fatto un emerito ca**o?

  3. Antonino Sabetta

    Giampiero, ho già chiarito con Massimo le mie perplessità sul modo in cui si è espresso e l’ho fatto come si fa con un amico e senza giri di parole (come d’altra parte ho fatto con te).

    Io riconosco a Massimo il merito di sollevare una questione importante e glie l’ho detto; ma proprio perché è una questione importante, mi sarebbe piaciuto che fosse più diretto, più chiaro e più breve. Tanto il succo ovviamente si capisce, ma l’alone di “romanzato” che ha scelto di dare al suo post finisce solo per confondere le idee.

    Se poi vogliamo entrare nel merito, sono totalmente d’accordo con te e non ho niente da aggiungere se non due cose:

    1. Il mio pensiero l’ho espresso direttamente al sindaco, con la massima schiettezza.

    2. Sono convinto che la scelta dei due illustri ospiti della Notte Bianca sia stata fatta in modo un pò superficiale, ma sostanzialmente in buona fede; mi piace pensare che se si dovesse ripresentare l’occasione, verrebbe fatta una scelta diversa.

    Sottoscrivo in pieno quando dici che criticare senza proporre è un’attività inutile ed oziosa, quindi mi fermo qui, visto che ho già criticato abbastanza e ho proposto poco.

  4. Giampiero Cordisco

    Che poi l’importante, alla fin fine, è che il paese si sia divertito. Che dopo mesi a sudarsi il panem qualcuno pensi a servire i circenses. Tutto qui. Sono convinto anch’io della buona fede delle scelte. Dubito, cioè che dietro queste attività qualcuno celi un piano criminale…;)
    E’ stare sempre dall’altra parte rispetto al target di qualsiasi scelta ludico-ricreativo-culturale che alla lunga genera astio.
    Ti saluto.

  5. a.t.

    non “litigate” ,e tu mr. giampy, fai poco il burlone .
    cià

  6. Massimo Colella

    Ok ragazzi non eccitiamoci per così poco.
    Capisco che scrivere una lettera surreale e volutamente ambigua a nome di altra persona in cui si vuole rispondere ad accuse mosse da me medesimo su un argomento apparentemente secondario e firmarlo ancora con il mio nome è operazione cervellotica e poco malleabile per un blog, tale da risultare al fine sterile e forse inutile, ma il mio intervento voleva essere solo un punto di vista alterato su un accaduto, secondo me, preso un po’ sottogamba dai miei compaesani.
    Volevo immaginarmi quali pensieri e atteggiamenti potevano sostanziare simili scelte (grande fratello alla notte bianca) e per questo ho cercato di mettermi nei panni dell’assessore manomettendo fantasticamente le sue idee, non certo per offendere gratuitamente una persona che, tra l’altro, ho imparato a stimare fin da piccolo, quando mi guidava su quel sacro campo di patate che è il campo di Montefalcone.

    Dopo di che mi piacerebbe, con tre osservazioni alle risposte precedenti, chiudere l’argomento che già nausea e gira a vuoto per evidenti mie colpe.

    Primo: Antonino dice di aver parlato direttamente con il sindaco della faccenda, facendo intendere velatamente che sarebbe quella la linea seria da seguire in simili occasioni. Bene, anch’io l’ho fatto tempo fa; non è stato facile perché non mi piace fare il rompiscatole, ma non mi ha soddisfatto quindi ho deciso di scrivere.

    Secondo: Antonino dice che non pensa ci sia malafede in quella scellerata scelta decisa e imposta con scellerati meccanismi. E ci mancherebbe pure che ci sia malafede; ricordando che chi ha il compito di amministrare deve garantire qualità ben più solide e articolate della buona fede.

    La terza osservazione va in direzione del sig. Cordisco che afferma che è ozioso criticare senza proporre: è questa una nenia che ormai sento risuonare da tempo, indistintamente, sulla bocca di tutti. Sembra un nuovo teorema, il nuovo dogma per il quale se critichi devi dimostrare un tuo curriculum di cose proposte e messe in atto con successo. Ma che significa? Quando c’è da criticare si critica, quando c’è da proporre si propone; l’importante è che lo si faccia con rispetto di tutti e tutto anche in materie apparentemente frivole come quelle legate alle attività ricreative estive.

    Io ho fatto l’una e l’altra cosa in passato e vorrei continuare a farlo se possibile anche nelle virtuali righe di questo blog che non credo utile solo a “farci i p..(CENSURA) a vicenda”, come diceva “Wolf” in “Pulp Fiction”.

    A proposito anche Montefalcone aveva il suo Wolf, figlio della mia non dimenticata maestra Elda; non risolveva i problemi come l’omonimo cinematografico ma allietava il Corso dalla sua stanza di tanto in tanto con svariati decibel firmati Deep Purple o Led Zeppelin.
    Ora invece tutto giace in silenzio, tutto prevedibile. Quiete pubblica. Mentre il paese muore c’è Sky la sera, nelle singole case: deve sussurrarci gli acquisti di domani che con sacrificio sempre più duro dovremo conquistarci e imolare in notti bianche fine a se stesse.
    Silenzio. Non parliamo, non parliamone.

    Questo è il mio ultimo scritto sull’argomento.

  7. Giampiero Cordisco

    Caro Massimo, i tuoi commenti sono molto perspicaci, non fosse per un uso quantomeno fantasioso della sintassi italiana. Per non parlare delle virgole, che a quanto pare devi pagare a caro prezzo. Ne vuoi un po’? Sai com’è… mi avanzano.

    E ancora: “La terza osservazione va in direzione del sig. Cordisco che afferma che è ozioso criticare senza proporre: è questa una nenia che ormai sento risuonare da tempo, indistintamente, sulla bocca di tutti.”
    Se sei un uomo, ci vediamo alla Cardinale. Giuro che ti faccio ingoiare ogni singola parola, virgole comprese.

  8. Graziella Rossi

    Non volevo entrare in questa “polemica” sulla fatidica NOTTE BIANCA…intervengo solo per sottolineare una volta per tutte che NON E’ STATO SPERPERATO ALCUN DENARO PUBBLICO!I fantomatici Winston Smith e Julia non hanno ricevuto alcun compenso dal nostro Comune, anche se si è parlato addirittura di 8 mila Euro!!!…Ma ci rendiamo conto!..Vanno bene le critiche, i punti di vista diversi ma non bisogna esagerare!
    La Notte Bianca, come tante altre iniziative, è nata per favorire i locali pubblici ed i commercianti in genere, che come ben sapete puntano essenzialmente sulla stagione estiva per rimpinguare le entrate.
    Non c’è stata nessuna mala fede o chissà quale altro intrigo, si cercava un’ attrattiva per la serata e la si è trovata gratuitamente, sicuramente non è stato l’evento culturale dell’anno, ma a me sembra anche eccessivo stare ancora qui a parlarne dopo due mesi!
    Ci sono tante altre iniziative in campo, c’è stato il Corso di Protezione Civile conclusosi ieri, a breve ci sarà anche il Corso di Primo Soccorso organizzato con la croce Rossa, stiamo sistemando la Biblioteca, un Punto Internet ed il tutto dovrebbe essere pronto per Natale…c’è stato il Convegno su Maronea…ricordate?…e tanto altro ancora c’è in programma.
    Scusate per lo sfogo, ma quello che vorrei da questo blog è confronto, stimoli, idee per poter migliorare….vi ripeto…vanno bene anche le polemiche, ci stà!però ora andiamo oltre!
    CIAO a Tutti..:)
    e grazie ancora ad Antonino per questa grande opportunità che ci hai dato.. 

  9. Antonino Sabetta

    Scusa, ma in questo momento vado di fretta e non ho modo di rispondere come vorrei. Solo una nota: Graziella ha dato un esempio, col suo commento, di cosa significa fare un servizio ai cittadini: ha dato informazioni, per smentire cose false e per far sapere di cose che bollono in pentola (ma non si sanno, tipo l’internet point di cui io non sapevo niente, per esempio).

    Un commento piu’ dettagliato e qualche riflessione magari…in un prossimo articolo.

  10. Giampiero Cordisco

    @ Graziella:
    “La Notte Bianca, come tante altre iniziative, è nata per favorire i locali pubblici ed i commercianti in genere, che come ben sapete puntano essenzialmente sulla stagione estiva per rimpinguare le entrate.”

    Cos’è? L’intervento dello Stato nell’economia su bassa scala? I commercianti hanno bisogno di assistenza?

    Non è un tantino riduttivo come processo decisionale?

    Mi dispiace per la noia arrecata ai lettori del post nel proseguire questa storia, ma piuttosto che ringraziare esclamativamente Antonino per questo grande, grosso, gigantesco mezzo di comunicazione che ci ha donato dall’alto del suo filantropismo, preferisco dirgli “grazie” utilizzando il blog per quello che è: un luogo in cui eprimere la propria idea, attuale o meno, bella o cattiva, un luogo da cui pungolare l’amministrazione comunale a tener presente l’idea di PLURALITA’ che dovrebbe stare alla base di ogni iniziativa.

    E poco importa chi e quanto ha pagato, non era argomento di discussione: il succo della questione era la vuotezza della proposta, e la pericolosità dei suoi effetti nei cervelli. Se poi si aggiunge che l’obiettivo era aumentare le entrate dei commercianti… allora amen.

    Un ultimo appunto: due mesi fa, dici. Pensa che, adesso che sei entrata nella Rete, queste discussioni rimarranno disponibili per anni. Quindi le scale cronologiche sono quantomeno relative.

    Ciò che resta invariato è il rapporto fra le sfere dell’agire: la cultura è cultura, il commercio è commercio. Unire le due cose è possibile e auspicabile, e questo è il mio augurio per ogni iniziativa futura. Abbiamo o no un’amministrazione giovane e illuminata?

    Chiedendo scusa per l’accanimento (terapeutico) su una causa morta, vostro umilissimo

    Giampiero Cordisco, figlio di Enzo

  11. michele.teonesto

    Volevo inserirmi nel merito delle questioni. Ormai giornalmente controllo l’evoluzione di questo blog, e ritengo stia crescendo sotto ogni punto di vista.
    Non ritengo sterili le “polemiche” come vengono definite, perchè mostrano che ancora c’è qualche mente non allineata allo sterilismo che ci circonda. Credo fortemente nelle Istituzioni, ma se sbagliano è giusto riprenderle piuttosto che subirle passivamente.

    Al di là delle scorribande elettroniche dei miei cari imbecilli amici, e delle provocazioni che riescono a lanciare, a volte direttamente, altre ricorrendo ad astrusi meccanismi linguistici, sono felice del fatto che ci si orienti sempre più verso una piazza virtuale, un luogo di libero scambio e anche di costruttive critiche quando occorrono.

    Entro nel merito della notte bianca:
    - io non c’ero per motivi di lavoro
    - non ho vissuto l’estate montefalconese
    - non ho seguito l’andamento di ciò che lì succedeva se non per vox populi.
    Devo dire che scoprire la presenza, come ospiti “importanti” e centrali della manifestazione, di personaggi televisivi, i quali non hanno meriti di sorta, mi ha lasciato deluso non poco.
    La presenza di qualche appuntamento culturale mi avrebbe allietato forse un tantino di più.
    Se aggiungiamo a questo che i suddetti personaggi sono frutto di un modello EDUCATIVO (pericoloso) che non condivido, degni rappresentanti di una cultura della vana immagine fine a se stessa e che nel Mio paese viene presentato dalla Mia Amministrazione, allora sì, sono polemico anche io.
    Iniziative come queste mi gettano nello sconforto, questo modello ha allora permeato ogni sfera della nostra vita – inconsapevolmente -.
    E’ ora di provare a sconfiggerlo, isolarlo, puntando su altre questioni ben più importanti.
    Apriamo realmente gli occhi per vedere quello che ci accade intorno, lo dicevo anche altrove:

    DOCUMENTIAMOCI, DOCUMENTIAMOCI, DOCUMENTIAMOCI.
    Ci vogliono stupidi e ignoranti, per renderci innocui.

    Per concludere, rivolgo un invito a tutti quelli che vivono ogni giorno la realtà del Nostro paese, Amministratori e non, rendeteci partecipi di quello che accade, portate su questa piattaforma anche documenti, così le sterili polemiche, forse porteranno a dialoghi costruttivi.

    Un saluto da un altro polemico

  12. a.t.

    Ciao, non entro in merito alla questione di cui sopra, credo sia stato detto molto; in maniera più che esaustiva, e non per qualunquismo come potrebbe sembrare. In realtà volevo complimentarmi con “flash”; per la chiarezza e la capacità di sintesi, nell’esprimere solidarietà a max e giampy , nonché
    il suo onorevole punto di vista.

  13. a.t.

    bravo giampy, cosi si fà; fagli vedere chi porta i pantaloni